Linee del drago a Furore

L’agave e la vite non s’inchinano al passaggio del popolo dell’ombrellone

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Gli anni del cinema

Mi era simpatica la Magnani
ma mi dava un po’ di soggezione

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L’uomo fece il vino

Mi esalta la sottile coscienza di inalienabile vitalità

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Una notte lontana

Si ottiene dal mare quello che ci offre, non quello che vogliamo. Le nostre reti sono solo una domanda. La risposta non dipende da noi.

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Il fascino dei muri parlanti

Non importa come, ma un giorno a ciascuno sarà donata la primavera.

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Bacco, le Menadi e la Terra Furoris

Le Janare vivono ancora in questi anfratti e continuano ad alimentare coi loro riti occulti il mistero delle notti magiche furitane.

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Raffaele Viviani

La poesia dedicata alla nostra hostaria

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L’orgoglio di essere Napoletani

Nel suo libro Vieni con me Roberto Saviano elenca le ragioni per le quali, nonostante tutto, vale la pena di vivere. Io ho predisposto un decalogo, individuando i motivi per i quali si può andare orgogliosi di essere napoletani. Ed ecco a Voi:

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Musica d’ali

Il Fiordo di Furore: una soave luce d’onde fra rocce arcigne.
Una forra odorosa di ragia e di fragaglie.
Sono cresciute smilze le case del borgo:un pugno di monazzeni inchiodati alla rupe.
Fra brezze carezzevoli il mare s’addorme alla riva.
Si possono contare i sassi sulla spiaggia

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